Lavagna: varia

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Leggere la poesia
Alcuni consigli, qualche considerazione, cinque esempi

I cinque attori che si cimentano nella lettura dell'Infinito sono stati grandissimi sulle scene italiane dei cinquant'anni passati. Come molti attori, hanno letto poesie nel corso di recital, manifestazioni, eventi; alcuni di loro hanno anche collaborato ad antologie sonore della letteratura italiana.

Veniamo ora a questa loro interpretazione dell'Idillio leopardiano. Di ciascuna di esse (reperibili su YouTube) si danno alcune note di commento, una minirecensione che i miei studenti sono invitati a correggere, ampliare, rivedere.

Indice

Prima Pagina
Presentazione
Quarta F
Quinta F
Seconda F
Terza F
Antologia poetica
Recensioni
Contatti
Archivio
Interventi
Giorgio Albertazzi icona youtube

La lettura è leggermente sussurrata, sfruttando in questo le possibilità del microfono, che coglie ogni soffio e sfumatura. L'attore cerca e ottiene un difficile compromesso tra le esigenze diverse che si pongono al lettore: da una parte il rispetto del ritmo e delle musicalità sonore dei versi, dall'altra la necessità di far seguire all'ascoltatore il filo dell'argomentazione filosofico-poetica. Albertazzi ci riesce calibrando con cura precisissima le pause a fine verso, che solo in parte nascondono gli enjambements. La voce, poi, accelera o rallenta leggermente in corrispondenza dei passaggi su cui l'attore vuole guidare l'attenzione dell'uditore. Alcune parole, infine, sono maggiormente sottolineate: tra di esse l'«immensità» del penultimo verso, parola su cui Leopardi si è a lungo interrogato, come possiamo osservare studiando le due redazioni manoscritte dell'Idillio.

Carmelo Bene icona youtube

Quando Bene recitava una poesia, era chiaro a tutti che i due "autori", il poeta creatore del testo e l'attore artefice del suono, stavano dialogando e lottando. In ogni interpretazione di Carmelo Bene non ci si può mai dimenticare dell' "esecutore": non è un semplice medium, un tramite tra il testo e noi, egli è invece il terzo membro di una relazione fortissima che lo coinvolge tanto quanto lega poeta e ascoltatore.
Qui la voce articolatissima di Bene, con forti componenti nasali e "di testa", spezza, disarticola, ritma in modo inaspettato il testo leopardiano, suggerendo e imponendo letture probabilmente inattese allo stesso Leopardi.
D'altra parte proprio Bene diceva: «Poesia è risonar del dire oltre il concetto. È l’abisso che scinde orale e scritto. È suono svagato. Identità rapita. Intervallo tra due depensanti pensieri».

Arnoldo Foà icona youtube

Foà è stato, oltre che bravo attore di teatro e di televisione (quando la Rai produceva e trasmetteva opere teatrali adattate alla TV), un prolifico, fortunato e generoso lettore di poesie: è forse l'unico attore italiano ad aver vinto un Disco d'oro per aver superato il milione di dischi venduti.
Il suo modo di recitare la poesia è molto accattivante, sereno, attento ai bisogni dell'ascoltatore, che accompagna con garbo all'interno del testo, senza stravolgerlo e senza sovrapporre al dato poetico la propria interpretazione. La voce profonda e ottimamente articolata percorre L'infinito seguendone, più che il dato ritmico, la sequenza logico-espositiva; le pause a fine verso sono omesse o vagamente accennate, qualche leggera accentuazione marca alcune parole evocatrici e maggiormente significative («infinito silenzio», «immensità», «m'è dolce»).

Vittorio Gassman icona youtube

Gassman è stato certamente l'attore italiano più famoso degli anni tra il 1960 e il 1990. Cinema, teatro, TV, commedia, tragedia, dramma borghese o farsa buffonesca, ha percorso i generi e i registri. Frequentissimi i suoi rapporti con la lettura poetica, ha anche curato una propria grande antologia della poesia italiana del Novecento.
Qui interpreta L'infinito con voce dolente e rotta di vecchio, con un accento di serena meditazione, senza furori o salti di registro. Una lettura pacata e poco istrionica, lontana dagli eccessi di autocompiacimento (e autoironia) di alcune altre sue interpretazioni. Una presentazione, insomma, piana e scorrevole, in cui il filo delle immagini leopardiane non è interrotto dal rigoroso rispetto delle clausole metriche; un lettura magari un po' troppo prosastica, che la ancor bella voce di Gassman e il sapiente uso delle modulazioni nelle sottolineature salvano dalla banalità.

Nando Gazzolo icona youtube

Un grande attore di teatro e di televisione, un esponente della celebratissima scuola di doppiatori italiani, certamente la più nota e produttiva del mondo. Ha dato la voce a grandi attori stranieri e a poeti di tutte le epoche, di cui ha registrato le opere in numerose serie di fortunati dichi in vinile e in digitale.
La sua lettura dell'Infinito è magistrale: la voce ferma ma non distaccata, il tono caldo ma senza eccessi di pathos. La scansione dei versi rigorosa e precisissima, le pause attente e misurate. Il ritmo e la cadenza sono perfettamente rispettati, così come sono rilevate, ma senza enfasi declamatoria, assonanze e allitterazioni.


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